Paura di stare male - Domande allo psicologo
Dott. Silvia Piva - Psicologa Infantile
    
 

Paura di stare male

Mia figlia ha 7 anni sono preoccupata negli ultimi mesi ha cominciato a manifestare sintomi che mi fanno pensare ad un disagio psicologico vissuto dalla bambina. Le faccio un breve riassunto: Sin dalla sua nascita la bambina ha subito frequenti ricoveri in ospedale con conseguenti esami del sangue e visite. Nell'ultimo ricovero abbiamo dovuto portarla al pronto soccorso perché manifestava una febbre asintomatica ed il ns. pediatra ha consigliato accertamenti. La bambina non é stata ricoverata ma sottoposta ad esami del sangue che l' hanno sicuramente turbata. Da allora manifesta spesso un pianto immotivato, non sa dire perché piange, ha paura di star male, di vomitare, sente freddo alle mani e ai piedi, è spesso preoccupata di avere la febbre e mi chide spesso “che cos'ho?”. Si preoccupa molto quando qualcuno accanto a lei sta male ed è spesso presa da momenti di nervosismo senza riuscire a capirne la causa. Passate le crisi la bambina è molto allegra ed affettuosa.

Posso pensare ad attacchi di panico? Che cosa mi consiglia?

La ringrazio per la descrizione così accurata.
La mia opinione è che sua figlia non soffra né di attacchi di panico, né di un disturbo d'ansia generalizzato.
Proviamo a pensare come una bambina di sette anni con la sua storia medica alle spalle. Ogni tanto il suo corpo le crea dei problemi che la portano al ricovero in ospedale (o al pronto soccorso), l'ospedale è sicuramente un posto che mette ansia e paura ad un bambino, c'è gente che sta male, ci sono dottori in camice bianco che fanno paura, e come se non bastasse solitamente ti fanno male(esami del sangue ecc) .
Il fatto che l'ultimo ricovero in ospedale non avesse una motivazione, cioè non era certa la causa del malessere della bambina, può aver portato la bambina a immaginare che non è necessario un motivo per star male, cioè che non c'è sempre una causa al malessere fisico e che quindi le può capitare in ogni momento senza la possibilità di prevederlo. Io penso che le visite, gli esami del sangue e probabilmente la preoccupazione che si è creata attorno al suo star male, abbiano rappresentato per lei una situazione altamente traumatica. Quindi le reazioni che lei ha attualmente sono una conseguenza alla situazione vissuta,  ogni volta che qualcuno attorno a lei sta male lei rivive determinate emozioni spiacevoli ed ha paura che possano viverle anche gli altri.
La preoccupazione sul proprio corpo che si esprime con le domande: “Mamma senti se ho la febbre”, “mamma che cos'ho?”, sono causate dalla paura che gli ricapiti di sentirsi male e soprattutto dal non sapere cosa determina il suo star male fisico. Sicuramente i comportamenti che mi ha descritto ( il pianto, i brividi ecc ) sono  sintomi ansiosi, ma questo tipo di ansia a differenza degli attacchi di panico, è un'ansia motivata, cioè legata ad una paura reale e vissuta.

In questi casi io sconsiglio vivamente di portare la bambina dallo psicologo, per prima cosa perché penso non abbia niente che non va, le sue paure hanno già una motivazione ed è una motivazione legata alla realtà della sua storia.
Io penso che l'aiuto migliore possa venire dai genitori. Quando ha gli attacchi di pianto e lei risponde che non sa perché piange, potrebbe provare a dare una voce lei a quelle che sono le angosce della bambina, immaginandole, cercando di tirarle fuori, portando la bambina a dirle. Già portandole fuori da se stessa e dicendole alla mamma comincerà a sentirsi liberata.
Un bambino può piangere o sentirsi nervoso senza sapere perché, ma un perché c'è sicuramente, come esiste un perché al malessere fisico.
Quest' ultima cosa è molto importante, io credo che possa essere una cosa molto utile spiegare alla bambina i legami tra le cose, cioè la motivazione dello star male fisico, "il mal di pancia viene perché abbiamo mangiato troppo" , "la febbre viene perché abbiamo preso freddo" ecc.
Sembra una stupidaggine, ma il dare una causa e quindi una spiegazione alle cose che capitano ai bambini, li porta ad essere più tranquilli. Probabilmente sta cercando le motivazioni ai suoi pianti e ai suoi nervosismi, trovare il perché delle cose è importante e lei in questo la potrà sicuramente aiutare. Portare le paure dei bambini ad una giusta dimensione, contenendole e magari ridimensionandole aiuta sia i bambini che i genitori a gestire le angosce di entrambi.


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